Decreto legge Semplificazione e Innovazione Digitale: cosa cambia per le PMI?

La digitalizzazione al servizio dei cittadini e imprese, per semplificare i loro rapporti con la Pubblica Amministrazione e contribuire al rilancio economico del Paese dopo la crisi generata dalla pandemia.

Il decreto Semplificazioni rappresenta quindi la base normativa per velocizzare il processo di trasformazione digitale nel nostro Paese.

Questo il tema centrale del nuovo decreto legge Semplificazione e Innovazione digitale. 

I punti salienti del decreto legge semplificazioni sono: 

  • SPID e CIE: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e CIE (Carta d’identità elettronica) dal 28 febbraio 2021, diventeranno le sole credenziali per accedere ai servizi digitali della pubblica amministrazione. Inoltre avranno lo stesso valore di un qualsiasi documento d’identità. Ne deriveranno vantaggi, sia in termini “cartacei”, niente più fotocopie, fax, sia in termini di semplificazione e sicurezza delle procedure;
  • APP IO: l’app per accedere da smartphone a tutti i servizi pubblici resi in digitale. Questa applicazione ad esempio, consentirà ai cittadini di effettuare autocertificazioni o di presentare istanze e dichiarazioni utilizzando il proprio telefono, oppure di accedere ai Bonus come il Bonus Vacanze attuato recentemente. 
  • Pubblica Amministrazione: con l’introduzione del Codice di condotta tecnologica la PA progetterà, realizzerà e svilupperà i propri sistemi e servizi informatici e digitali basandosi su regole omogenee, valide su tutto il territorio nazionale, rendendo più snelli, veloci e sicuri i servizi ai cittadini.

Ovviamente tale decreto è molto più articolato e dettagliato e raccoglie molti più aspetti, molte più regole per far sì che il passaggio al digitale avvenga nel migliore dei modi sotto ogni punto di vista.

Infatti a dar man forte alla Pubblica Amministrazione ci saranno dei veri e propri tecnici abilitati a questa trasformazione digitale.

La transizione digitale passa attraverso la cultura dell’innovazione ovvero la predisposizione della pubblica amministrazione ad utilizzare nuovi approcci e nuove tecnologie offerte dal mercato per rispondere alle sfide della nostra società in campi diversi come la mobilità, la medicina.

Per questo la norma del decreto su “diritto a innovare” prevede procedure semplificate di cui beneficeranno imprese, start up e centri di ricerca per sperimentare progetti innovativi per lo sviluppo.

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