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Scelta della Partita IVA ottimale per Liberi Professionisti

Scelta della Partita IVA ottimale per Liberi Professionisti

Nel panorama attuale, la scelta di una Partita IVA vantaggiosa è cruciale per i liberi professionisti, in particolare quelli non affiliati a ordini o albi professionali. La comprensione di questo processo può semplificare notevolmente le operazioni burocratiche e ottimizzare le spese.

Come scegliere la partita iva ideale per la tua attività professionale? Indicazioni, contributi, come determinare le tasse.

L’iter di apertura di una Partita IVA per liberi professionisti è sorprendentemente accessibile. La procedura può essere completata autonomamente, evitando costi aggiuntivi. Il modello AA9/12, reperibile presso l’Agenzia delle Entrate, rappresenta lo strumento chiave in questo processo. I liberi professionisti possono sottomettere questo modulo attraverso diverse modalità, tra cui consegna diretta, upload digitale o via posta raccomandata.

Contributi INPS e Gestione Separata

Un aspetto fondamentale per i liberi professionisti non iscritti ad alcun ordine professionale è la gestione dei contributi pensionistici. L’iscrizione alla gestione separata INPS elimina la necessità di costi fissi, consentendo un pagamento proporzionale ai guadagni annuali. Per il 2023, la percentuale applicata è del 26,23%, calcolata sull’imponibile.

Il Regime Forfettario: una Soluzione economicamente vantaggiosa

Il regime fiscale forfettario si distingue come l’opzione più economica per i detentori di Partita IVA. Caratterizzato da una tassazione agevolata, questo regime impone un’aliquota del 15%, riducibile al 5% per i primi cinque anni di attività. L’adesione al regime forfettario richiede il rispetto di specifici requisiti, inclusi limiti sull’incasso annuo e la residenza fiscale.

Determinazione dell’imponibile e tassazione nel Regime Forfettario

Il calcolo dell’imponibile nel regime forfettario segue un approccio percentuale basato sul coefficiente di redditività legato al codice ATECO. È importante notare che le spese sostenute non sono direttamente deducibili, ma vengono calcolate forfettariamente.

Esempio Pratico: calcolo dell’imponibile per un Social Media Manager

Consideriamo il caso di Davide, social media manager in regime forfettario. Con un incasso annuale di 20.000€ e un coefficiente di redditività del 78%, le sue tasse e contributi si calcoleranno come segue:

Imponibile: 20.000€ x 78% = 15.600€

Tasse: 15.600€ x 5% = 780€

Contributi INPS: 15.600€ x 26,23% = 4.092€

Consulenza Professionale Studio Consulenze Cardia.

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