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Bonus assunzioni per il Mezzogiorno

Credito d’imposta per l’inserimento a tempo indeterminato di lavoratori svantaggiati

Torna il bonus assunzioni nel Mezzogiorno. Meno vantaggioso di quello concesso negli anni scorsi e anche meno facile da mantenre ma comunque una buona mano per chi deve assumere personale in più rispetto all'anno precedente. L’incentivo e le sue regole sono stati stabiliti dal decreto Sviluppo, emanato nelle scorse settimane dal Consiglio dei ministri.

Come avvenuto in passato, il bonus interessa i datori di lavoro che assumono con contratti a tempo indeterminato. Rispetto al passato, però, c’è una grossa novità: l’incentivo non è indirizzato a tutti, ma solo a due categorie di soggetti, «lavoratori svantaggiati» e «particolarmente svantaggiati». Nel primo caso si parla di: lavoratori disoccupati da almeno sei mesi, o privi di diploma di scuola media superiore, o con un’età superiore ai cinquanta anni, o che vivano soli con una o più persone a carico, o che siano occupati in professioni o settori con elevato tasso di parità uomo-donna, o, infine, siano membri di una minoranza nazionale. Mentre sono considerati “particolarmente svantaggiati” i lavoratori privi di occupazione da almeno ventiquattro mesi.

L’incentivo varia a seconda della categoria di appartenenza: nel caso di assunzione di lavoratori svantaggiati, viene riconosciuto un “bonus” sotto forma di credito d’imposta pari al 50 percento dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successivi all’assunzione. Periodo che sale a 24 mesi qualora l’assunzione riguardi soggetti “particolarmente svantaggiati”.

Per ottenere il bonus, le assunzioni dovranno essere effettuate entro i dodici mesi successivi alla pubblicazione del decreto.

 

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